Funghi in casa e in giardino

I porcini: sono funghi coltivabili?


porcino 1Tra le domande che ci vengono poste, quella più frequente è sicuramente questa: “Si possono coltivare i porcini?”  Quando tu rispondi negativamente ti viene subito chiesto: “perché altri funghi si coltivano e i porcini no?”
Senza entrare troppo nello scientifico e volendo affrontare la questione in modo semplice, si rende comunque necessaria una premessa.
Innanzitutto va precisato che, nel linguaggio quotidiano, quando noi parliamo di funghi eduli (cioè mangerecci) parliamo di funghi macroscopici, ossia quelli che hanno un corpo fruttifero (cappello) grande e vistoso, e non di microfunghi e/o muffe o lieviti.
Tutto ciò premesso va detto che, basandoci sulla loro metodologia nutrizionale, per semplicità possiamo dividere i nostri funghi in due grandi categorie: i saprofiti ed i simbionti.
Sono funghi saprofiti quelli che vivono e si nutrono a spesa di sostanza organica morta in più o meno avanzato stato di decomposizione. Sono funghi simbionti quelli che vivono assieme o, per meglio dire, convivono con un altro essere animale o vegetale che sia.
A livello di coltivazione in linea di massima oggi noi possiamo coltivare i funghi saprofiti in quanto è sufficiente definire il substrato alimentare corretto ed il microclima e l'habitat delle diverse fasi vitali per ottenere una coltivazione più o meno remunerativa.
(Con l’occasione si precisa che si parla di coltivazione quando la produzione dei funghi é a scopo di reddito mentre si parla di moltiplicazione, riproduzione, produzione, ecc. quando questa è a scopo scientifico o amatoriale)
Anche se la produzione dei funghi saprofiti non è proprio così semplice come può sembrare, nella maggior parte dei casi è possibile: esempi quotidiani sono la coltivazione del prataiolo, Pleurotus, Shii-take, pioppino, flammulina, cardoncello, volvariella, ecc.
Tornando ai funghi simbionti va precisato che la simbiosi può essere a sua volta mutualistica o parassitaria.

Parassitaria quando un essere vivente (nel nostro caso un fungo) vive a spese di un altro qualsiasi individuo senza contraccambiare neppure in minima parte il favore anzi, a volte, arrivando persino ad ammalarlo o ad ucciderlo (vedi i vari parassiti delle piante quali le Puccinia per il grano, le Botrytis per la vite, il malbianco per le piante agricole ed ornamentali).
La simbiosi è invece mutualistica e/o micorrizica quando tra i due esseri avviene uno scambio di favori nutritivi, o di altro genere, come appunto si verifica tra il porcino (gruppo Boletus) ed il tartufo (gruppo Tuber).

Tra fungo e pianta ospite si stabilisce così un intimo rapporto per cui non è possibile la coltivazione del fungo se non in comunione con la pianta.
Ecco dunque spiegato perché la coltivazione di un fungo micorrizico è molto difficile o, quantomeno, estremamente lunga quando non impossibile.
Esempio classico di coltivazione dei funghi simbionti è quella del tartufo: il prezioso fungo ipogeo che viene coltivato su piante micorrizate.
Analogamente anche la coltivazione del porcino è stata tentata micorrizando piante ospiti: tra i padri di questa sperimentazione ricordiamo il dott. Delmas (I.N.R.A. e C.T.C. francesi), noto ricercatore nel campo della coltivazione di funghi e tartufi che negli anni 60 micorrizò delle piante con il Boletus granulatus ottenendo risultati soddisfacenti.
porcino 2Analoghi risultati sono stati poi ottenuti anche con altri “porcinelli” come il B. bovinus ed il B. scaber: va' però detto che il valore commerciale di questi funghi è da considerarsi pressoché irrisorio.
Sicuramente proseguendo su questa strada si potrebbero ottenere discreti risultati anche con i Boletus edulis, aereus, retatus, cioè con i "porcini" per eccellenza: i tempi di produzione sarebbero comunque lunghi e tuttaltro che remunerativi.
Si può infatti aspettare anche una decina d’anni per una produzione media di 80-120 gr di tartufo nero per pianta micorizzata (e non 3-4 kg come bugiardamente qualcuno ha detto e scritto) ma diverrebbe antieconomico produrre dopo tanti anni di attesa qualche etto di porcino!

Và da se' che con una appropriata e continuativa ricerca si potrebbe scoprire quel "quid" che sta alla base dell'intimo rapporto tre le due piante: la ricerca però costa molto denaro e, purtroppo, viene finanziata solo per il raggiungimento di mete economicamente convenienti.

Il micelio di Porcino

E visto che siamo in tema di porcino è bene sfatare anche un altro mito!
Sempre più frequentemente ci viene richiesto del “micelio di porcino” e quando rispondiamo che non ne esiste in commercio ci viene ribadito che a loro é stato proposto. A questo punto è doveroso precisare che è possibile produrre micelio di porcino, come di qualsiasi altro fungo, ma che non lo si fa perché normalmente il porcino, come le micorrize in genere, non si riproducono per micelio!
Stante così le cose è inutile produrre micelio di porcino e  venderlo senza spiegare quanto sopra è molto scorretto.
 



Giuseppe Lanzi